Rosalba
...una pagina del mio "diario" fatto di gioie e dolori, ansia e serenità, panico e coraggio...la mia vita


"La vita di ogni giorno mi andava stretta, nulla faceva parte del mio essere, eppure l'avevo indossata per anni come un abito di buona fattura e di giusta misura ma del quale non avevo mai saputo ne il colore ne il modello...non mi ero mai guardata allo specchio con quell'abito indosso!
Me lo avevano dato da quando esistevo, prima la mia famiglia e poi i miei due compagni di vita ed io dicevo sempre "grazie"...ma mi piaceva? Non me l'ero mai chiesto! Mai! Non lo avevo mai guardato, lo avevo da sempre indossato pensando che fosse l'unico abito al mondo e che fosse stato fatto per me o che io fossi stata fatta per portarlo. Ma un giorno, bello o brutto non so, cominciai a scoprire lo specchio...lo specchio che rifletteva un'immagine a me sconosciuta...quella donna non ero io (non c'era dubbio!)...ma il vestito chi l'aveva scelto? Quella stoffa, con trama e ordito in bella linea, era tessuta in modo impeccabile ma era rigida, inerte, non seguiva la flessuosità del mio corpo e ad ogni movimento si increspava in pieghe orrende...e poi il disegno...il colore...che colore era questo?...sbiadito dal tempo o, forse, era il suo colore originale?...e nessun gioco di linee o altro delineava la sua unicità o la sua personalità. Era un vestito senza anima propria, tenuto sù dal tempo che scorreva lento ed inesorabile, scandito dai rintocchi della rassegnazione. Questo aveva trovato il PANICO al suo arrivo nella mia vita e, come il vestito, si era appiccicato a me come seconda pelle. Questa "storiella" metaforica è il succo di ciò che è venuto fuori dopo un certo periodo di psicoterapia mirata che ho seguito perchè non era più una "vita" quella che facevo all'epoca. Inutile elencarvi quì i disagi fisici e psicologici che mi portavano all'evitamento totale di ogni situazione, credo che ognuno di voi li conosca bene...ma era arrivato il momento di muovermi, mettermi in gioco e ricostruire rapporti ed affetti adatti a "me", scollarmi il vecchio vestito e indossarne uno nuovo ma fatto da "me", a mio gusto e piacimento, un abito intessuto e cucito di autostima e coraggio. Una scalata lunga e faticosa, dove il farmaco è stato il primo gradino, e poi, a seguire, tanti altri gradini fatti di terapia psicologica, LIDAP e, soprattutto, tanta energia personale per arrivare in cima ed intraprendere un cammino che ogni giorno mi riservava nuove sorprese...insomma...cammino ancora, non credo di fermarmi più, mi piace farlo, è la mia vita! Adesso sono indipendente, sempre ansiosa (...ma è il sale della vita!), non ho più evitamenti dettati dalla paura, se cado mi rialzo e...mi voglio un sacco di bene! A chi ringraziare per tutto questo?...non so e neanche mi importa saperlo...


queste righe le ho pure regalate agli amici del sito LIDAP SICILIA, come testimonianza positiva, come una barchetta a cui attaccarsi nel mare in tempesta dell'ansia e del panico, sperando che leggendo si possa cogliere il senso..
.mai lasciarsi andare ed arrendersi ai "pensieri distorti" che ci fanno percepire una falsa realtà e non ci permettono di vivere la nostra "vera vita"
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3 Responses
  1. lallabai Says:

    molto bello e molto vero....ciao


  2. cata Says:

    Ciao Rosalba!
    Parole molto profonde e con tanto sentimento.
    Grazie per visitare il mio blog.
    Cata
    PS: potresti per favore inviarmi una mail per il premio che hai vinto.


  3. bombamagagna Says:

    complimenti per il tuo percorso :)